Loro hanno Ryan, eil Pdl?
13 AGO 20

Con tutto rispetto per gli sforzi che Angelo Alfano sta facendo per tenerea galla un Pdl ormai in libera uscita e un pò riottoso nei suoi solitiprotagonisti,negli Usa l'investitura di Paul Ryan decretata da Mitt Romneyper riconquistare e riportare alla Casa Bianca i repubblicani segna come il"Great Old Party" alla fine abbia dato una sterzata a dimostrazione che unanuova generazione di politici repubblicani pronti per nuove e decisiveleadership esistono, "allevati" e fatti crescere in casa. Appunto adifferenza di quello che accade da noi in Italia nell'arealiberaldemocratica del Pdl.Gira e rigira Alfano sta facendo da notaio, edobbiamo dare atto della sua lealtà e serietà, del centrodestra mentre siriaffaccia la possibilità del ritorno in campo di Silvio Berlusconi, ovverola sconfessione del buon Angelino e l'evidente sconfitta di una compagineche ha vissuto troppo all'ombra del Cavaliere senza far crescere, -come irepubblicani americani con Ryan- un nuovo gruppo dirigente ed un leader per entrare con esperienza politica, istituzionale e amministrativa nell'arenain vista delle prossime elezioni italiane del 2013. God Bless America esalvi l'Italia dalla retorica e del "già" visto, a destra come a sinistra.